Preludio

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TEORIA

Indice

Preludio

Capitolo I
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII

Postludio

Terminologia


RITMICA

Introduzione

1. Clave
2. Origini
3. Ritmica

Conclusioni
Preludio

La musica ha sempre accompagnato la vita dell' uomo nei suoi molteplici aspetti. Col passare del tempo, la musica ha cambiato stile, ritmo, armonia ma, sicuramente, ha mantenuto intatta tutta la propria carica espressiva e comunicativa.
La musica fa vibrare le corde della nostra sensibilità, anche le più profonde e un mondo senza musica è del tutto impensabile.
Ma, era più bella la musica di ieri o è più bella quella di oggi?
Non è questo il problema! L'importante è che la musica sia sempre presente e ci aiuti ad elevare il nostro spirito ai più nobili sentimenti.

Ma cos' è la musica?
Non tutto ciò che suona è musica, non tutta la musica ha la stessa qualità, non tutta la musica di qualità ha valore artistico. E' importante, perciò, imparare a saper distinguere ed apprezzare la vera buona musica.
Vi siete mai chiesti perché l' ascolto di un brano musicale può scatenare in voi una moltitudine di inaspettate emozioni? Riuscite a spiegarvi la potenza della 5° Sinfonia di Beethoven, la magia di evanescenti atmosfere sonore in "Gaspard de la Nuit" di Ravel oppure la malinconia di un languido Notturno di Chopin?
E se vi dicessi che nulla è lasciato al caso, che è possibile fornire una ragionevole spiegazione a tali reazioni? Ora vi svelerò qualche piccolo segreto che, sicuramente, vi aiuterà a meglio comprendere l'architettura musicale, la sua importante funzione e le regole indispensabili per la produzione di buona musica.

L'elemento portante della musica è, senza dubbio, costituito dall' armonia, l' unico tesoro che, nella sua espressione universale, trascende la musica e avvolge tutto il creato. Essa è parte del tutto e sta nel tutto;

  • esprime rapporti tra numeri, masse, posizione di oggetti, onde, reazioni chimiche, materia
  • tende a far interagire gli elementi ma ne determina anche la loro scissione.
Da sempre, dietro l' idea di "armonia e perfezione", si è pensato si nascondessero proprietà magiche ma è anche probabile che, già nell' antichità, si conoscessero le regole che gestiscono "armonia e perfezione".
Sappiamo che l' idea di " armonia e perfezione" è legata alle proporzioni auree che possiamo riassumere nella seguente formulazione:

V¯¯5 - 1 / 2

E' stato probabilmente il numero d' oro (1,68033…) a porre gli antichi Greci di fronte ai numeri irrazionali aprendo la strada verso il concetto di infinito.
Il numero d' oro, infatti, lo troviamo già nelle costruzioni dell' antichità come, ad esempio, nelle piramidi o nelle colonne dei templi ellenici, o nelle opere di scultura come le statue di Fidia. Anche in pittura, in particolare nelle opere di Leonardo da Vinci, il numero d' oro si manifesta frequentemente. In molte forme geometriche e numeriche, presenti anche in natura, si trovano le proporzioni auree, come ad esempio:

nel pentagono,


nella spirale logaritmica,
La Conchiglia di Nautilus. Sezione trasversale:
si nota la forma a spirale logaritmica


nei numeri di Leonardo Pisano "Fibonacci":
1 - 2 - 3 - 5 - 8 - 13 - 21 - 34 ecc,ecc.
Questa serie di numeri si ottiene sommando i due numeri precedenti. Esempio:

1 // (1+1=2)
2 // (2+1=3)
3 // (3+2=5)
5 // (5+3=8)
8 // (8+5=13
13 // (13+8=21)
21 // (21+13=34)
ecc.

Su ciascuna coppia di numeri vicini, dividendo il più grande con il più piccolo si ottengono numeri che oscillano attorno al numero aureo (1,618033989…)1. Esempio:

1/1=1
2/1=2
3/2=1,5
5/3=1,6666666666…
8/5=1,6
13/8=1,625
21/13=1,615384615
ecc.
nel dodecaedro,
nell'icosaedro,

e in molte altre formule con le quali la natura opera.
Lo studio delle regolarità geometriche e numeriche nelle piante, chiamata "filotassi", le proporzioni auree del volto umano e molto altro ancora ne sono un esempio eclatante.
"Le belle configurazioni prodotte dalla disposizione ordinata di foglie o fiori su di uno stelo sono da molto tempo oggetto di ammirazione e curiosità; e il fatto che le disposizioni possibili che osserviamo e riconosciamo siano in numero limitato, e addirittura piccolo, non è certo la cosa meno curiosa in proposito".
(D'Arcy Thompson, On Growth and Form, cap. XIV)



In musica, le proporzioni auree sono riscontrabili, sotto forma di numeri di Fibonacci, nelle combinazioni ritmiche, negli intervalli di: quinta giusta (3/2), sesta minore (8/5), sesta maggiore (5/3) e, in modo particolarmente evidente, nella costruzione di alcuni accordi tra i quali:

l'accordo maggiore (2,3,5,8) (che esprime gioia)
l'accordo minore (che esprime tristezza)
l'accordo eccedente (che esprime meraviglia)
l'accordo diminuito (che esprime angoscia)
l'accordo sospeso (che esprime incertezza)

Sappiamo già che, nella serie degli armonici, l'accordo maggiore si individua tra i primi cinque armonici superiori e quello minore tra i primi cinque armonici inferiori

Armonici superiori


e quello minore tra i primi cinque armonici inferiori2

Armonici inferiori


L' armonia come tecnica, nella tradizione musicale, ha un significato ben definito. Essa è legata all'uso degli accordi, gestisce la concatenazione sonora attraverso le bande energetiche che si scaricano tra un accordo e l' altro.
Le azioni dei fenomeni armonici possono essere più facilmente individuabili nel contesto tonale poiché la tonalità è sempre costituita da una certa modalità e le modalità emergono attraverso il sistema armonico.
Alla luce di queste osservazioni ritengo opportuno fornire ulteriori informazioni sugli armonici perché sono determinanti nella costruzione di intervalli e di scale.

Gli armonici sono vibrazioni la cui frequenza è un multiplo della vibrazione della fondamentale. Tutte le sorgenti sonore sono soggette a tale fenomeno.
Possiamo affermare che, dal momento in cui un corpo elastico viene stimolato, si generano vari movimenti vibratori, alcuni armonici, altri no. Questo fenomeno si manifesta fino al totale esaurimento dell' energia inizialmente data alla sorgente sonora.
Scomponendo analiticamente le vibrazioni di una corda o di una colonna d'aria, è possibile visualizzare la dinamica nel corso della quale si generano, una dopo l'altra, le vibrazioni armoniche secondo una fenomenologia la cui teoria ( con le debite caratterizzazioni riguardanti i diversi tipi do sorgenti sonore ) può considerarsi di valore generale.
Immaginiamo di eccitare la corda tirandola nel suo punto centrale. A partire dall' istante in cui la corda viene liberata, ogni suo punto si muove con velocità crescente verso la posizione che occupava allo stato di riposo. La corda passerà per un numero infinito di altre posizioni fino al totale esaurimento di energia immagazzinata al momento dell'eccitazione producendo, in modo progressivo, le vibrazioni delle armoniche secondo i numeri naturali 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - ecc.
Immaginiamo che la prima vibrazione, che corrisponde anche al suono più basso, sia il DO. In acustica questo suono si chiama 'fondamentale'. La seconda vibrazione generata ha frequenza doppia rispetto alla 'fondamentale' quindi il suono successivo sarà l'ottava della 'fondamentale' stessa, la terza vibrazione ha frequenza tripla e il suono sarà un SOL situato una dodicesima sopra la 'fondamentale', la quarta vibrazione ha frequenza quadrupla e il suono si troverà due ottave sopra la 'fondamentale', la quinta vibrazione ha frequenza quintupla e il suono sarà un MI situato al 17° grado sopra la 'fondamentale'. Procedendo in questo modo, si genera una serie di note chiamate "armonici".




La progressione armonica racchiude in sé l' essenza vitale del suono perché dentro di essa sono racchiusi i tesori della musica: suoni, intervalli, accordi, timbri, risonanze e tutto ciò che serve al musicista per elaborare le giuste ricette musicali.

Ma solo il personale talento dell' artista, la sua fantasia, le sue originali intuizioni, la sua sapiente capacità di organizzare, passando attraverso la ritmica, un linguaggio ben articolato, possono trasformare questa materia sonora nell' incanto della musica che diventa opera d' arte.

Addentrandovi nella lettura di questo piccolo elaborato troverete dapprima qualche spiegazione armonica abbinata al mondo dei " Modi " e del loro uso in contesti armonici e poi, di seguito le ricette musicali modali più frequenti nella composizione e nell' improvvisazione.

Markelian Kapedani



Nota

Ritengo opportuno segnalare il significato attribuito ad alcuni termini che spesso ricorrono in questo elaborato.

  • MODO - si intende la varietà delle sequenze scalari che si ottengono cominciando la serie da una qualsiasi nota della stessa scala

  • SCALA - si intende l' ordinamento per altezza di un numero di suoni che dividono in altrettante parti l' intervallo di ottava

  • ACCORDO - si intende l' insieme di almeno tre suoni simultanei organizzati secondo un certo sistema musicale

  • DENOMINAZIONE DI ACCORDI - il modello da me preso in considerazione per la denominazione degli accordi fino alla tredicesima e all' accordo "alt" è l' accordo di tredicesima costruito su una dominante, sintesi del modo misolidio.

G13 - (3 / 5 / 7 / 9 / 11)

Accordo di tredicesima dominante
  • DISTANZE TRA OTTAVE - sono da me indicate con le potenze di 2 considerando le relative altezze secondo la loro disposizione nella serie degli armonici.

1 Anche scegliendo due numeri a caso e sommandoli si otterrà una serie con le medesime proprietà della serie di "Fibonacci".
2 Va segnalato che, in natura, non esistono casi spontanei di vibrazioni subarmoniche: esse sono una conseguenza artificiosa provocata da sollecitazioni atipiche della sorgente sonora.