CAPITOLO V - Costruzione melodica

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TEORIA

Indice

Preludio

Capitolo I
Capitolo II
Capitolo III
Capitolo IV
Capitolo V
Capitolo VI
Capitolo VII

Postludio

Terminologia


RITMICA

Introduzione

1. Clave
2. Origini
3. Ritmica

Conclusioni
CAPITOLO V - Costruzione melodica
  1. Delle diverse tipologie melodiche
  2. Dell’ andamento melodico
  3. Del TEMA
Partendo dal principio che i modi sono l'analisi di un accordo e l'accordo è la sintesi di un modo, sembrerebbe che questi due elementi siano sufficienti per dare origine alla musica. In realtà questa materia sonora, senza la presenza di un ritmo, rimane inerte e priva di espressione musicale.
Produrre musica significa, innanzi tutto, creare la melodia ossia una successione di suoni avente un senso musicale compiuto.
Occorre tener presente che anche improvvisare significa essenzialmente creare delle melodie su delle armonie date. Queste melodie si realizzano attraverso i modi utilizzati, però, in varie strutture ritmiche.
Perciò è importante conoscere le regole necessarie per la realizzazione di una corretta melodia.


1. Delle diverse tipologie melodiche

Una melodia può essere
  • adatta per musicare un testo….(una canzone, un inno, un' aria ecc.)
    per questo tipo di melodia è indispensabile porre una grande attenzione alla metrica del testo scritto vale a dire agli accenti tonici delle parole (piane, sdrucciole, bisdrucciole, tronche) e alla ritmica che scaturisce dalla loro disposizione nella frase.
  • adatta ad una rappresentazione cinematografica, teatrale ecc…..
    la melodia deve aderire alle diverse situazioni contestuali (drammatiche, comiche, idilliache, pastorali ecc.).
  • adatta ad un trattamento polifonico
    la melodia non deve essere troppo lunga e deve racchiudere in sé punti d' incastro con le altre voci al fine di produrre le armonie.
  • composta con uno scopo specifico e preciso per rappresentare, ad esempio,
    l'acqua che gorgheggia, il vento che soffia tra gli alberi, la malinconia, il trionfo ecc. In questi casi la melodia deve avere caratteristiche onomatopeiche, imitative e/o descrittive.
  • creata sotto forma di libera improvvisazione (JAZZ).
  • intesa come il tema di base per una composizione di dimensioni estese
    La melodia deve racchiudere in sé degli elementi musicali (incisi, semifrasi, frasi e motivi) che si prestino a più ampi sviluppi.
  • infine, una linea melodica può essere adatta ad uno strumento piuttosto che ad un altro.
    In questo caso occorre aver ben presente le caratteristiche timbriche, tecniche ed espressive dei diversi strumenti e, ovviamente, la loro estensione.

2. Dell’andamento melodico

Solitamente la melodia assomiglia ad un saliscendi di note. Per realizzare tale andamento possono rivelarsi utili alcuni accorgimenti come:

  1. Il cromatismo nella melodia produce un effetto morbido che, se usato in modo eccessivo, può condurre ad un risultato lacrimoso e troppo sentimentale.
    L'effetto è decisamente diverso quando il cromatismo viene usato con la giusta dose (in modo misurato) dando alla melodia un carattere romantico.

  2. la melodia può essere costituita da successione di accordi (in forma di arpeggi o semiarpeggi) che finiscono con l'appoggiare su dei suoni lontani rispetto all'accordo usato, dando alla melodia un' espressione trascendentale.
    Se il suono estraneo all'accordo si trova in un tempo forte e risolve in uno debole è chiamato "accentato", se esso capita in un tempo debole o in una frazione di tempo che risolve in una frazione forte è chiamato "non accentato". In generale, i suoni estranei all'accordo non accentati generano movimento, flusso e attività, creando una scorrevolezza fra i suoni dell'accordo.1

  3. L'appoggiatura è una nota estranea all'accordo che cade su un tempo forte ed è essenzialmente, il più espressivo tra i suoni estranei.
    L'appoggiatura può essere ascendente o discendente.

  4. Il ritardo consiste in una nota legata che deriva dall'accordo che precede e risulta quindi estranea all'accordo successivo. In altre parole, la nota del tempo forte della battuta successiva (che non viene suonata in quanto legata) è la stessa della battuta precedente.
    Il ritardo viene usato per creare legamenti morbidi mettendo in evidenza le note dei tempi deboli.

  5. Le note di passaggio sono quelle note che collegano le note più vicine armonicamente alla fondamentale in modo diatonico o cromatico.
    Le note di passaggio creano, in un certo senso, un aumento passivo di energia nel moto ascendente e. una diminuzione passiva di energia nel moto discendente.

  6. La nota di volta è un abbellimento di un suono stazionario. Essa può essere nota di volta superiore o inferiore esempio: superiore (DO..re..DO) inferiore (DO..si..DO).
    In tempi lenti le note di volta sono relativamente passive. Nei tempi veloci esse sono luminose e piacevoli.

  7. L'anticipazione è una nota che "anticipa" un suono dell'accordo successivo ancor prima che quest' accordo venga suonato.

3. Del TEMA

Nell'andamento della melodia sono inclusi frasi, temi e motivi. Per creare qualcosa di comprensibile a livello melodico, sono necessarie almeno due note che costituiscono il cosiddetto "motivo". Esso deve possedere un modello ritmico chiaramente riconoscibile che gli dia vita. Nel linguaggio parlato il motivo corrisponderebbe ad una parola. E, così come nella lingua, una parola da sola non può esprimere un idea, allo stesso modo in musica, il motivo non può essere un' espressione completa e coerente. Per articolare un concetto occorrono delle idee organizzate fra di loro. È facilmente intuibile che, anche in musica, accada lo stesso. Sono necessari, perciò, più motivi per creare l'unità tematica o la semifrase.
La semifrase è il fulcro del discorso musicale e racchiude in sé i motivi.
Semifrase e motivi concorrono alla strutturazione della frase musicale così come una serie di idee concorre alla formulazione di un pensiero. Domande e risposte nelle frasi di un dialogo parlato danno origine a un discorso che, in musica corrisponde al periodo Tematico.

IL TEMA
  1. ll tema deve consistere di almeno due note
  2. Il tema può iniziare anche con un "levare"
  3. ll tema frequentemente è racchiuso in due battute
  4. Il tema può estendersi oltre le due battute
  5. Il tema può manifestare carattere di domanda nella prima metà della sua esposizione e carattere di risposta nella seconda metà
  6. Il tema può contenere dei cambi di tempo (2/4, 5/4 ecc)
  7. Il tema può essere suddiviso in due parti (suddivisioni di tema) che si chiamano motivo e sottomotivo
  8. Il tema stabilisce lo stile ed il carattere della melodia e, di conseguenza, la continuazione o l'improvvisazione deve essere fedele al carattere e alla qualità del tema.
  9. Il periodo tematico è l'unità fondamentale (sentenza). La divisione intermedia è (la frase).
  10. Poiché la successione armonica è governata da principi piuttosto rigorosi, può essere vantaggioso predisporla prima della successione melodica (come una specie di orientamento generale)

Di solito accade che la struttura di un periodo sia di otto battute.


Tema (Periodo di otto battute)
Frase antecedente di quattro battute Frase conseguente di quattro battute
Unità tematica Unità tematica Unità tematica Unità tematica
Motivo -/- -/- -/- -/- -/- -/- -/-


Alcune delle più comuni trasformazioni tematiche:
  1. Ripetizione
    • Esatta
    • Ad un'altra tonalità
    • Con variazione sia nella stessa che ad un'altra tonalità differente
  2. Variazioni del tema
    • Variazione melodica (in altezza dei suoni)
    • Variazione ritmica
  3. Ripetizione retrograda
  4. Ripetizione inversa
  5. Ripetizione retro - inversa
  6. Estensione degli intervalli
  7. Aumento ritmico
  8. Diminuzione ritmica
  9. Imitazione ritmica
  10. Frammentazione
La melodia offre di solito la possibilità di variazione con l'aggiunta di decorazioni ritmici, abbellimenti ecc.


1 Da notare che per suoni estranei si intendono i suoni più lontani rispetto alla fondamentale.